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iPhone 4 recensione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 01 Giugno 2010 07:26

Iphone4

 

Arriverà la prossima settimana, ma c’è chi ha avuto modo di provarlo e di recensirlo in largo anticipo è il caso di Engadget, noto portale statunitense dedicato alla tecnologia. La recensione è stato prontamente tradotto da iSpazio, la prima risorsa italiana per gli appassionati dei prodotti Apple.

 

Partiamo dall’interno del dispositivo analizzando l’hardware ed il design industriale, i due fattori che probabilmente rappresentano i cambiamenti più importanti avvenuti con questo nuovo iPhone. Durante il Keynote Steve Jobs affermò che la qualità dei materiali dava l’impressione di aver a che fare con una fotocamera Leica, ed effettivamente chi l’ha provato ha assolutamente confermato questa cosa poichè sembra di avere veramente un piccolo gioiellino tra le mani. Anche il design dell’iPhone 4 è stato pensato da Ive ed il suo team e sono state abbandonate le linee morbide e curve a favore di un qualcosa che unisce aspetti retrò ad aspetti futuristici creando un connubio perfetto. Anche i semplici tasti del volume e di accensione, sono così ben definiti e rialzati, che noteremo subito la differenza rispetto ai modelli attuali.

Sappiamo già che sono state adottate le MicroSIM per una questione di spazi dovuta a calcoli precisi al millimetro. Questo, insieme al chip A4 di Apple, fa in modo da aumentare lo spazio libero, che è stato occupato da una batteria più grande. Sull’estremità inferiore troviamo il connettore Dock a 30 pin, il microfono e l’altoparlante, in alto invece abbiamo il Jack per le cuffie, un secondo microfono ed il tasto accensione.

 

Rispetto al 3GS, basato su un processore ARM Cortex A8 della Samsung, il nuovo iPhone 4 utilizza l’Apple A4 con una potenza che arriva ad 1GHz e rende qualsiasi processo ancora più veloce. In aggiunta, passiamo anche da 256MB di RAM ai 512MB e proprio sotto questo punto di vista potremo sicuramente notare i benefici maggiori durante l’utilizzo di qualsiasi applicazione o funzione inclusa nell’iOS 4. Le prestazioni dell’iPad con 256 MB di Ram sono già ottime quindi possiamo soltanto immaginare i nuovi risultati che riusciremo ad avere con l’iPhone 4.

L’iPhone 4 è disegnato in maniera molto particolare e questo rende possibile una sorta di suddivisione delle varie antenne, in maniera equa e precisa, senza lasciare spazi vuoti. Questo ha permesso ad Ive di realizzare un iPhone del 23% più sottile rispetto al precedente e di renderlo lo smartphone più sottile al mondo. Le antenne riguardano: La connessione di rete, il GPS, il WiFi ed il Bluetooth, non mancano poi Bussola, l’Accelerometro il sensore di luminosità, quello per la luce ambientale ed il nuovo Giroscopio.

Il display è sorprendente e la differenza rispetto agli attuali la si può percepire immediatamente anche ad occhio nudo, anzi è proprio in questo modo che si riesce ad apprezzare maggiormente la qualità dello schermo poichè tramite le varie foto, non si potrà mai riuscire a immortalare l’esatta sensazione che avremo quando ne accenderemo uno con le nostre mani. Si tratta di un display LED con tecnologia IPS a 960×640 pixel concentrati in 3,5 pollici. Secondo Steve Jobs, l’occhio umano riesce a percepire i pixel fino ad una densità di 300 pixel per pollice ed il nuovo iPhone ne ha addirittura 326.

 

 

Questo sopra è un esempio di foto scattata con l’iPhone 4. Apple ha già dimostrato che non è il numero di megapixel a determinare la qualità delle immagini, ma tutta una serie di tecnologie che adesso ritroviamo ancora nell’iPhone 4 nonostante il miglioramento fisico della fotocamera che passa da 3 a 5 MegaPixel. Inoltre, troviamo un Flash LED che migliora le foto notturne ed un’altra miglioria a livello software che permette di elaborare le immagini ridistribuendo in maniera più equa possibile la luce che proviene da un determinato punto. Non dimentichiamo neppure l’autofocus, il tap to focus e lo zoom digitale incluso nell’iOS 4. La fotocamera principale è anche in grado di registrare video in HD a 720p ed i risultati sono davvero buoni grazie ai 30FPS.

La fotocamera secondaria invece è di tipo VGA e viene utilizzata rigorosamente per la FaceTime.

 

FaceTime è la nuova funzione integrata direttamente nel sistema operativo di questo nuovo telefono, che permette di eseguire videoconferenze con altre persone, servendosi di una connessione WiFi. Il tutto risulta molto simile alle videochiamate di Skype con la differenza che non è richiesta una registrazione, un login, una configurazione, una selezione di amici, una lista di persone da accettare e così via.

Basta comporre un numero di telefono, e mentre si è in conversazione, con un semplice “tap”, si può aggiungere il video. In un primo momento questa funzionalità sarà possibile soltanto su rete WiFi ma in seguito ad accordi con gli operatori di 87 Peasi, Apple permetterà di farlo anche su rete 3G. Le chiamate video funzionano soltanto da iPhone 4 ad iPhone 4 per il momento ma utilizzando uno standard aperto per questa comunzione, è possibile che in futuro potremo chiamare anche altri dispositivi.

Passiamo alla batteria perchè ci sono ottime notizie per tutti voi. I ragazzi di Engadget hanno provato a lungo questo iPhone 4 ed il verdetto finale è di gran lunga superiore alle aspettative. Con un uso abbastanza intenso, navigando su internet, leggendo le mail, scaricando e ri-ordinando applicazioni, ascoltando la musica in auto direttamente dall’iPhone connesso tramite Bluetooth e così via, la batteria è durata ben 38 ore.

Secondo Engadget l’iPhone 4 è il miglior smartphone disponibile, i passi in avanti sono notevoli e vanno ben oltre il precedente aggiornamento da 3G a 3GS. I dispositivi rivali non stanno certo a guardare e nessuno può fare previsioni su quanto il nuovo gioiello di casa Apple manterrà il primato.

 

Fonte: squeezermag.com

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Luglio 2010 09:17
 
"L'iPad è più caro in Europa" Già venduti 2 milioni di pezzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 01 Giugno 2010 07:26

Il nuovo Ipad














DUE MESI nei negozi, due milioni di pezzi venduti. L'equazione dei sogni è riuscita alla Apple con il suo iPad, la tavoletta touch sbarcata venerdì anche nel nostro Paese. L'ultimo prodotto dell'azienda di Cupertino è stato lanciato ufficialmente il 3 aprile scorso negli States, in nove paesi (tra cui l'Italia) la scorsa settimana e si prepara ad arrivare in altri nove stati a luglio. E dovunque arrivi le scene sono le stesse: fan adoranti in estasi e file davanti ai negozi. E ciò a dispetto del fatto che non tutti i clienti, in giro per il mondo, siano trattati nello stesso modo.

Mentre il tablet prova a conquistare il mondo, infatti, l'istituto di ricerca australiano CommSec si è preso la briga di stilare un vero e proprio iPad Index globale, per stabilire dove convenga acquistare il prodotto Apple tra i dieci stati in cui è attualmente in vendita. L'idea è presa dal celebre Big Mac Index pubblicato periodicamente dall'Economist, attraverso cui il magazine mostra il costo del panino più famoso del mondo nei vari stati e, di conseguenza, fa emergere il potere d'acquisto delle diverse valute.

Dallo studio della CommSec si vede come i paesi più "mela-convenienti" siano Stati Uniti, Canada e Australia, mentre i paesi europei, tra cui l'Italia, e il Regno Unito sono fanalino di coda. Sempre lo studio afferma che l'acquisto negli States permetterebbe di risparmiare dal 20 al 25 per cento sul prezzo finale per un cittadino europeo, anche a causa della situazione assai difficile dell'euro.
Va comunque osservato che, comparando i prezzi, l'iPad index tiene conto delle tasse in Europa e Regno Unito, mentre negli Stati Uniti le tasse sono a parte. Le fonti citate dalla ricerca sono i vari Apple Store Online che, tuttavia, presentano delle differenze da paese a paese: in Italia il prezzo indicato in home page è realmente quello che si paga alla fine, ma negli States non è così. Vista la natura federale degli Stati Uniti infatti, la tassazione sul prodotto (la nostra Iva) viene inserita solo all'ultimo momento poiché assai variabile.

Tanto per fare un esempio un iPad wifi + 3g da 64 giga (il modello più caro), viene segnalato a un prezzo di 829 dollari (672 euro), ma in realtà costa 915 dollari (742 euro) per un abitante di San Francisco in California e 887 dollari (720 euro) per uno di Miami in Florida. In Italia lo stesso prodotto viene a costare 799 euro. La differenza rispetto a un californiano è quindi presente (circa 57 euro), ma si attesta intorno al 7-8% e non al 20% dichiarato dallo studio.
Intanto, Steve Jobs si gode il successo di questa sua ultima creatura: "I nostri clienti di ogni parte del mondo stanno provando il magico iPad e sembra che lo amino tanto quanto lo amiamo noi", ha dichiarato l'amministratore delegato di Apple commentando i risultati di vendita. "Apprezziamo la loro pazienza, e stiamo lavorando duramente per produrre sufficienti iPad per tutti". Un riferimento alle difficoltà dell'azienda nel tenere testa alle richieste del pubblico, difficoltà che hanno fatto slittare di un mese il lancio del prodotto in Europa.


fonte: repubblica.it

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Giugno 2010 07:42
 
Ipad oggetto del desiderio di molti sta arrivando nel mercato italiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 27 Aprile 2010 07:27

 

680 grammi di peso, un centimetro e mezzo di spessore, e dentro tanta tecnologia: è questa la ricetta vincente dell’iPad di Apple, che da domani mattina sarà in vendita negli Stati Uniti ad un prezzo base di 499 dollari. In Italia arriverà alla fine del mese, quando comunque verrà commercializzata anche una versione Wi-Fi + 3G, anche se è comunque già disponibile, per l’acquisto non-ufficiale, su Ebay o siti analoghi.


L’oggetto tanto atteso da tanti fanatici Apple, è più leggero e sottile di quasiasi altro netbook, ed è dotato di un display LCD retroilluminato da 9.7 pollici a colori. La batteria assicura 10 ore di autonomia, e sarà dotato di una memoria flash espandibile sino a 64 GB.


Ipad


I test effettuati mostrano l’iPad come un grosso iPhone, dotato dunque della stessa maneggevolezza ed ergonomicità del popolare fratellino minore. Sarà possibile utilizzarlo per molte delle operazioni più comuni effettuate sul pc, come la navigazione web, l’invio di email, la condivisione di materiale in rete, giochi, multimedia. Da rimarcare, comunque, il fatto che l’assenza del supporto al Flash rappresenta una grave lacuna, che costituisce uno dei fattori per i quali l’iPad, al momento, non viene ritenuto da molti un prodotto così convincente. Tra le altre critiche mosse, un display “lucido” che riflette la luce con troppa intensità, stancando la vista in caso di utilizzo continuativo prolungato, per Film o Ebook. Ma, ricordiamolo, si tratta di un prodotto Apple, il cui costo – superiore a quello dei pc tradizionali – viene giustificato dagil standard di qualità e di design superiori.


Già pronte una miriade di applicazioni (o meglio, iApplicazioni) utili per sfruttare al meglio le potenzialità dell’iPad: iBook, in primis, trasforma l’iPad in un ottimo ebook Reader, attività che calza davvero a pennello al gioiellino Apple.


fonte geekitaly.com

 

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Aprile 2010 07:43
 
Finalmente è arrivato Windows 7 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 04 Novembre 2009 15:15

 



Finalmente sugli scaffali Windows 7 ultimo nato della famiglia Microsoft, un sistema operativo che promette di incarnare ciò che Vista avrebbe dovuto essere fin dall'inizio, migliorando il predecessore in aree quali interfaccia utente, funzionalità, leggerezza e performance. Seven ha l'importante compito di aggiustare, affinare ed eventualmente eliminare tutto ciò che gli utenti non hanno apprezzato di Vista, e di spingere tutti quelli che sono ancora "aggrappati" a Windows XP ad aggiornare i propri PC.

Microsoft è la prima a sostenere che Windows 7 non è un sistema operativo del tutto nuovo, ma un'evoluzione di Vista che tiene conto dei moltissimi feedback fin qui ricevuti dall'utenza internazionale. Un'evoluzione che porta tuttavia con sé decine di nuove API e molte migliorie, incluso il supporto nativo ai dispositivi touch screen, all'utilizzo delle GPU come unità di calcolo general purpose (GPGPU), alla virtualizzazione e ai dischi virtuali (VHD), ai sensori biometrici, ai ricevitori GPS ecc. Windows 7 dovrebbe migliorare poi le tecnologie di riconoscimento della voce e della scrittura, ridurre significativamente i tempi di avvio, fornire agli utenti una potente shell a caratteri (PowerShell 2, assente nelle edizioni Home), e rendere il sistema operativo ancora più modulare e configurabile.

Uno degli obiettivi del nuovo Windows è poi quello di sfoltire, almeno in parte, le applicazioni integrate nel sistema rimpiazzandole con le equiparabili versioni Live. In particolare, si parla di Windows Mail, Windows Photo Gallery e Windows Movie Maker: chi vuole utilizzarle può scaricarle gratuitamente da download.live.com (link incluso anche nel sistema operativo).
 


Se Windows Vista è stato considerato da molti utenti come una sorta di "strappo", un tentativo "maldestro" di innovare Windows senza tenere conto degli effetti collaterali, Seven è stato concepito da Microsoft come l'ago e il filo che ricuciranno tale strappo e renderanno il passaggio dal vecchio al nuovo meno incerto e traumatico. Rispetto a Vista, Windows 7 promette di essere più compatibile con le applicazioni del passato, meno esoso di risorse e più maturo, e questo anche grazie ad una serie di tool e servizi di contorno studiati per aiutare gli utenti a migrare verso il nuovo sistema operativo e a risolvere gli eventuali problemi di compatibilità rimasti insoluti.

È noto come uno dei maggiori problemi di Windows Vista, nel periodo di lancio, fu proprio l'incompatibilità con molte applicazioni e periferiche hardware. Questa volta BigM non intende ripetere l'esperienza passata. Sul fronte driver, ad esempio, Windows 7 porta con sé una novità piuttosto importante: un modello di installazione basato su XML che, secondo Microsoft, semplifica la progettazione e la manutenzione dei driver e in particolare il porting di quelli per Vista.

Sempre in tema di retrocompatibilità uno dei tool più importanti, soprattutto in ambito aziendale, è l'XP Mode, una macchina virtuale Virtual PC preconfigurata per far girare un'immagine preattivata di XP all'interno di Windows 7. Grazie all'XP mode, scaricabile gratuitamente come componente extra da qui insieme a Virtual PC, è possibile lanciare un'istanza virtualizzata di Windows XP in pochi secondi e farvi girare tutte le applicazioni non più compatibili con Seven: questo a patto di possedere una CPU che supporti le tecnologie AMD-V o Intel VT e un'edizione di W7 diversa dalle Home.

Va però detto che la migrazione da una precedente versione di Windows rimane un'operazione piuttosto lunga, complessa e delicata, che non sempre porta ai risultati sperati. Molti esperti consigliano agli utenti meno tecnici di non tentare l'aggiornamento di una installazione di Windows XP, specie se questa è piuttosto datata e zeppa di applicazioni e personalizzazioni. Lo stesso discorso, secondo la mia esperienza, può essere applicato anche a Vista: provando ad aggiornare una vecchia installazione di Vista, dopo quasi cinque ore l'installer di Windows 7 ha dato forfait e mi ha segnalato l'impossibilità di aggiornare il sistema: questo nonostante il tool Windows Upgrade Advisor mi avesse sostanzialmente dato via libera. Devo però ammettere che il mio è un po' un caso limite: chi dispone di un'installazione di Vista "meno grassa" della mia non dovrebbe incorrere in particolari problemi. Prima di acquistare l'aggiornamento, però, è tassativo fare una scansione del sistema con Windows Upgrade Advisor per capire se ci sono driver o altri componenti che potrebbero intralciare la migrazione, oltre ad eventuali applicazioni non più compatibili.

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Windows 7 è stato progettato fin dall'inizio per girare sui netbook e per meglio adeguarsi, rispetto a Vista, alle scarse risorse di calcolo e di memoria di tali sistemi. Va ricordato, a tal proposito, come la scarsa propensione di Vista a girare sui mini notebook abbia costretto BigM a mantenere in vita Windows XP Home, tagliandone sensibilmente il prezzo della licenza OEM per fronteggiare la concorrenza di Linux.

Visto il notevole successo riscosso dai netbook negli ultimi due anni, Seven è destinato a giocare anche in questo settore un ruolo cruciale nelle strategie di Microsoft. Tra le migliorie che rendono Windows 7 più adatto ai netbook e, più in generale, ai laptop, c'è la maggior velocità di avvio, sospensione, ripristino e riconnessione alle reti wireless. Microsoft afferma di aver velocizzato anche il riconoscimento e la prima configurazione delle periferiche USB, che ora sono pronte all'utilizzo in pochi secondi.

Ma la vera chiave di volta in questo ambito è data dalla maggior modularità dell'architettura di Windows 7, modularità che si estrinseca sia nelle ampliate possibilità di personalizzazione dei componenti da installare, sia nella capacità del sistema di tenere attivi solo i servizi realmente necessari: ad esempio, se il Bluetooth non è in uso il relativo servizio viene "spento". Ciò va soprattutto a beneficio della memoria libera, una risorsa particolarmente preziosa nei netbook.

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Il nuovo Windows introduce poi il supporto nativo ai display touch screen, una tecnologia che dai tablet PC si sta rapidamente diffondendo anche nel mondo dei netbook e dei nettop. In ambito consumer a beneficiarne sono soprattutto le interfacce media center, prima fra le quali quella integrata in Windows 7.

Un'altra tecnologia che con Seven potrebbe raggiungere la sua definitiva affermazione anche in ambito consumer è quella a 64 bit. Microsoft stima infatti che Windows 7 sarà il suo primo sistema operativo desktop le cui copie a 64 bit raggiungeranno, in termini di base installata, quelle a 32 bit.

Il kernel di Windows 7 ha beneficiato di diverse migliorie e ottimizzazioni rispetto a quello di Vista, ed è ora accreditato di supportare al meglio le CPU multicore e il multithreading. In alcuni test condotti da InfoWorld si evince che, in termini di performance pure, Windows 7 non offre nulla in più di quanto offriva Vista: ciò non toglie che, grazie soprattutto alle ottimizzazioni apportare all'architettura, il nuovo sistema operativo appaia più agile e reattivo rispetto al predecessore. Stando ancora a InfoWorld, un campo dove Windows 7 eccelle è quello del risparmio energetico: a parità di configurazione hardware, la nuova versione di Windows assorbe circa il 17 per cento di energia in meno rispetto a Vista SP2, un fattore che va a diretto beneficio dell'autonomia dei notebook.

 

Dal punto di vista dell'interfaccia, le novità più visibili di Windows 7 sono relative alla nuova barra dei task, un componente le cui funzionalità di base erano praticamente rimaste congelate dai tempi di Windows 95. Ora la taskbar combina la classica funzione di switching delle finestre con quella di accesso veloce ai programmi (che in XP e Vista era relegato alla barra Quick Launch): le icone delle applicazioni sono ora più grandi e "mobili", ovvero possono essere riposizionate a piacere (o bloccate selettivamente), e le anteprime delle finestre possono essere ingrandite a pieno schermo. Un pulsante localizzato all'estremità destra della barra, Aero Peek, permette poi di rendere tutte le finestre trasparenti per mostrare il desktop sottostante e gli eventuali gadget, e di cambiarne la disposizione a schermo (affiancate, sovrapposte ecc); la funzione Jump Lists consente invece di accedere con facilità alle informazioni e ai file più recenti attraverso un menù contestuale che i singoli sviluppatori possono personalizzare per la propria applicazione.


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Tra le altre novità di Windows 7 si segnalano poi l'utilizzo dell'interfaccia Ribbon di Office 2007 in WordPad e Paint, l'integrazione della shell a linea di comando Graphical Shell (che altro non è se non la già citata PowerShell 2.0), il supporto nativo ai documenti in formato XPS, la funzione HomeGroup per la condivisione di file e contenuti tra i PC della stessa rete domestica, un meccanismo User Account Control (UAC) meno invadente, Windows Media Player 12 e Internet Explorer 8, e diverse altre funzionalità dedicate soprattutto alle aziende. Tra queste c'è DirectAccess, che semplifica l'accesso sicuro alle applicazioni da remoto senza l'utilizzo di una VPN, Search Federated, che facilita la ricerca di dati e informazioni sulle risorse di rete e sui repository di SharePoint, e BitLocker To Go, che offre meccanismi di cifratura on the fly anche ai dispositivi di storage rimovibili.

I requisiti minimi per far girare Windows 7 prevedono un sistema con processore a 1 GHz, una quantità di memoria RAM pari a 1 GB per la versione a 32 bit e di 2 GB per la versione da 64 bit, 16 GB (32 bit) o 20 GB (64 bit) di spazio libero su hard disk, e una scheda grafica DirectX 9 con un driver che supporti la specifica WDDM 1.0 o superiore. Se si utilizza l'XP mode, Microsoft raccomanda l'uso di un sistema con almeno 2 GB di RAM e 15 GB in più di spazio disco.

Ecco invece i prezzi di tutte le edizioni retail di Windows 7 e delle relative versioni aggiornamento:
- Windows 7 Home Premium: 209 euro
- Windows 7 Home Premium Aggiornamento: 129 euro
- Windows 7 Professional: 329 euro
- Windows 7 Professional Aggiornamento: 299 euro
- Windows 7 Ultimate: 339 euro
- Windows 7 Ultimate Aggiornamento: 319 euro
- Windows Anytime Upgrade da Home Premium a Professional: 189 euro
- Windows Anytime Upgrade da Home Premium a Ultimate: 209 euro.

Tra versioni a 32 e a 64 bit del sistema operativo non c'è alcuna variazione di prezzo. Va anche ricordato come i PC con Vista acquistati a partire dallo scorso 26 giugno danno diritto all'upgrade gratuito ad una equivalente edizione di Windows 7: questo purché il produttore del computer aderisca al programma di Microsoft (la stragrande maggioranza lo fa).

Fonte: Il punto Informatico.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Novembre 2009 19:40
 
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Giovedì 26 Novembre 2009 09:52

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